Riina: piena capacità di intendere e volere ma è “a rischio di morte improvvisa” – The Social Post


I medici dell’ospedale di Parma hanno presentato la relazione sulle condizioni di salute di Totò Riina, l’86enne boss dei boss. Il paziente è esposto costantemente dalla cardiopatia di cui è affetto, ma “è vigile e collaborante, discretamente orientato nel tempo e nello spazio”, si legge nel documento.

Tanto è bastato ai giudici della VI sezione penale del Tribunale di Milano per procedere con il processo. Riina è accusato di aver minacciato Giacinto Siciliano, direttore del carcere di Operadove è detenuto con regime di 41 bis. L’ospedale di Parma è stato incaricato a questo proposito di fornire una relazione per assicurarsi che il boss fosse in grado di capire e sostenere un processo penale a suo carico.

Il primario Michele Riva, firmatario della relazione, ha riportato che Riina è “un paziente estremamente fragile per l’età e per le numerose comorbilità da cui è affetto“. La sua facoltà di esprimersi è compromessa “per esaurimento della capacità fonatoria“. Il boss è comunque in grado di intendere e di volere, e per questo i giudici hanno respinto la richiesta di sospensione del processo presentata dalla difesa

La cardiopatia lo espone al rischio di morte improvvisa

Nonostante la sua lucidità, le sue condizioni di salute non sono buone, secondo i medici. La “cardiopatia ipocinetica post-infartuale” lo mette a “rischio di una morte improvvisa“. Inoltre, Riina verrebbe condizionato da questa patologia in ogni attività, e sarebbe in grado provvedere in modo autonomo alla sola alimentazione.

La reazione della difesa

I legali di Riina non hanno preso bene la decisione dei giudici di rigettare la loro richiesta. Luca Cianferoni, avvocato della difesa, ha dichiarato in proposito: “Poiché Riina ha interessato molto l’opinione politica non mi aspettavo un’indipendenza di giudizio al punto da approfondire i fatti“. Rincara la dose per poi assicurare che l’impegno della difesa non si fermerà in ogni caso: “Già è tanto essere riusciti ad ottenere le informazioni mediche prima negate, ma non si fermerà qui l’impegno difensivo“.

Fonte: TheSocialPost

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