Risparmio: Acri, migliora ma solo a Nord – ANSA


Crescono le famiglie che si dicono soddisfatte delle propria situazione economica e che escono dalla crisi ma la crescita è concentrata al Nord mentre Centro e Sud che arrancano. L’indagine “sugli Italiani e il Risparmio di Acri-Ipsos mostra “un trend positivo, dopo l’interruzione dello scorso anno: quelle colpite direttamente dalla crisi sono meno di una su cinque. Oggi i soddisfatti superano gli insoddisfatti (sono il 56% contro il 44% di insoddisfatti)”, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2016; nel Mezzogiorno e al Centro la percentuale scende.

RIPRESA CONSUMI Calano i timori per la crisi e,nonostante l’amore per il risparmio degli italiani resti elevato, riprendono i consumi mentre diminuiscono coloro che riescono a mettere da parte qualcosa. Il numero di italiani propensi al risparmio, si legge nella ricerca, rimane estremamente elevato (86%) ma torna ai livelli pre crisi la quota di coloro che preferiscono godersi la vita senza pensare a risparmiare: sono il 12%. Dopo quattro anni consecutivi di crescita, diminuisce di 3 punti (da 40 a 37%) la quota che afferma di aver risparmiato negli ultimi dodici mesi.

Calano le famiglie che ‘intaccano il risparmio accumulato e ricorrono ai prestiti. Secondo la ricerca Acri-Ipsos, “diminuiscono le famiglie in saldo negativo di risparmio: dal 25% del 2016 al 21% attuale, perché decresce il numero di coloro che intaccano il risparmio accumulato (dal 19% dello scorso anno al 16% attuale) e diminuisce lievemente anche chi ricorre a prestiti (sono il 5% contro il 6% del 2016)”. “Tra coloro che hanno risparmiato di più nel 2017 ci sono i giovani (il 41%) mentre le persone fra 31 e 44 anni hanno risparmiato meno (6 punti meno della media della popolazione)”.

ALTA SFIDUCIA PER TUTELA LEGGI  Resta altissima la sfiducia degli italiani sulla tutela dei propri investimenti da parte di legge e regolamenti. Secondo l’indagine Acri Ipsos il 66% del campione “ritiene che gli strumenti di tutela siano inefficaci, dato preoccupante, anche se in miglioramento rispetto al 74% del 2016”. Inoltre, spiega la ricerca, “pochi si ritengono abbastanza in grado di individuare l’investimento adatto alle proprie esigenze (36%), mentre la grande ma

FonteANSA

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