Elezioni 2018, programmi a confronto su scienza, salute e università – WIRED


Se c’è un dato di fatto di queste elezioni, è che non stanno brillando nè per dibattito nè per programmi. Due sono le tendenze prevalenti. Da una parte un’estrema polarizzazione, in una logica che esclude in via definitiva gli avversari: o si è totalmente pro-vaccini o si è totalmente contro i vaccini (e a favore della “libertà di scelta”).

Dall’altra la maggior parte dei temi, soprattutto quelli riguardanti la scienza, la salute, la ricerca e l’università, sono spesso uguali. Prendiamo ad esempio l’università o il sistema sanitario nazionale: ogni singolo partito denuncia il taglio dei fondi in questi due settori, promettendo grandi investimenti.

Tuttavia, leggendo attentamente i programmi, troviamo alcune proposte interessanti. Dopo aver confrontato le proposte in tema banda larga e innovazione, ecco il confronto su scienza, salute e università.

Centrosinistra
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Il Partito Democratico sembra essere l’unico partito (oltre a W La Fisica), ad aver adottato la parola “scienza” tra i suoi slogan, anche se in maniera, forse, un po’ troppo retorica. Oltre all’ormai classico set di “più finanziamenti, meritocrazia e trasparenza”, il Pd sui temi della ricerca si distingue dal resto della sua coalizione per aver messo nel suo programma un accenno all’importanza della società della conoscenza, con la previsione di creare nei prossimi 5 anni 10mila ricercatori di tipo B (i cosiddetti ricercatori senior a tempo determinato).

Sempre nel prossimo quinquennio promette di investire 5 miliardi di euro nelle politiche sanitarie. Particolarmente interessante è il focus sullo Human Technopole, un progetto per un grande centro di ricerca biomedica, che ormai appare fortemente politicizzato, con una curiosa battaglia tutta a sinistra (Liberi e Uguali è fortemente contraria). Il progetto viene inserito in una visione che vuole rendere l’Italia il faro della ricerca sulle malattie rare.

Non manca infine il riferimento ai vaccini. Nel programma si legge che il Pd si impegnerà in una “gigantesca battaglia civile e culturale contro gli apprendisti stregoni che soffiano sulle paure e talvolta sull’ignoranza”.

Riguardo ai vaccini si discosta però la lista Insieme (che raggruppa Verdi, Partito Socialista Italiano e Area Civica). Nel programma si legge infatti che “esiste poi il grande tema della libertà di cura da parte dei medici e dei cittadini”, ma non è indicato quale posizione intende esprimere il raggruppamento.

Di tutt’altro avviso l’altra lista collegata al Pd, +Europa di Emma Bonino, che invece declina l’ormai celebre “Vota la scienza” del Pd in una maniera più approfondita e strutturata. Al primo punto dell’agenda scientifica della leader radicale, infatti, vi è il “diritto alla scienza”, inteso “come la massima diffusione del metodo scientifico, sia sul piano culturale che come principio che informa il processo politico”.

Quello di +Europa è sicuramente il programma più science friendly e uno tra più approfonditi sul tema. In esso si prospettano regole per proteggere e promuovere la libertà di ricerca e per rimuovere gli ostacoli sulle malattie rare, sulla procreazione assistita, sugli embrioni e sulle biotecnologie. Il programma si sofferma ampiamente anche sulle politiche della ricerca (anch’esso fatto raro nei programmi di questa elezione): dalla promozione della science integrity (la regolamentazione dei conflitti di interesse), all’impegno a bandire ogni anno i PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale), ovvero ricerche d’avanguardia che ricevono, proprio per il loro valore, fondi extra e spesso sostanziosi.

Ma il programma di Emma Bonino non si ferma qui: in una inedita convergenza programmatica con il Movimento 5 Stelle, dichiara di voler istituire un’Agenzia per la ricerca per strutturare e coordinare i vari e spesso caotici investimenti pubblici, e di volerli innalzare (altra convergenza con una dichiarazione di Di Maio del luglio dello scorso anno) al 3% del Pil (attualmente sono circa la metà).

A completare il quadro la Civica Popolare di Beatrice Lorenzin. La lista dell’ex ministro della salute non poteva che concentrarsi sulle politiche sanitarie: come priorità, oltre a quelle classiche di aumento della spesa per la salute e di incoraggiamento alla prevenzione, Beatrice Lorenzin si impegna a contrastare le liste di attesa, ad abolire il cosiddetto super-ticket e far considerare la ricerca sanitaria come vero e proprio investimento (e non come spesa secca).

Parole chiave: vaccini, ricerca, Human Technopole

Centrodestra

Il delicato equilibrio che hanno raggiunto Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia è riassunto in un documento comune suddiviso in dieci punti. All’interno di questo programma si possono rintracciare, in nuce, alcuni elementi che si riferiscono alla scienza, alla salute e alla ricerca. Tra tutti spicca l’ormai consolidata battaglia per la “libertà di scelta per le famiglie nell’offerta educativa e sanitaria”, ovvero, per quest’ultimo punto, contro l’obbligatorietà dei vaccini.

L’altro mantra, l’aumento degli investimenti in istruzione e sanità, è però mitigato dal desiderio di favorire la “competizione pubblico-privato a parità di standard”, in termini di efficienza ed efficacia delle prestazioni. Lega e Fratelli d’Italia, nei rispettivi singoli programmi, tendono a enfatizzare alcuni punti rispetto agli altri, sulla base dei propri valori e storie.

La principale novità della Lega rispetto al resto dei programmi elettorali sta nella proposta di istituire una Scuola per l’alta dirigenza sanitaria pubblica, destinata a formare una dirigenza a-politica e apartitica che superi la gestione spesso opaca delle nomine negli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche.

Altra interessante novità è un dettagliato modello di centri sanitari diffusi che veda nell’ospedale centrale solo il punto dove si curino le fasi acute. Per quanto riguarda la politiche di gestione universitaria, anche la Lega propone il superamento della legge del 2010 sui ricercatori di tipo A e B (che hanno a disposizione un numero massimo di contratti rinnovabili), a favore di un ricercatore senza limiti di proroghe.

Nel programma del partito guidato da Giorgia Meloni, invece, si descrive un “Patto per la Salute” tra Stato e cittadini con forme di incentivi fiscali per chi effettua una corretta e periodica prevenzione sanitaria. Per quanto riguarda il sistema universitario, viene proposto un modello che superi l’attuale sistema a “numero chiuso o aperto a tutti”, prevedendone uno “per reale merito” al termine del primo anno di corso comune a più facoltà.

Parole chiave: libertà di scelta, incentivi fiscali, centri sanitari diffusi

Movimento 5 Stelle

movimento-5-stelle-logoIl Movimento 5 Stelle è quello che in passato ha avuto il rapporto più complesso, o meno rigido a seconda dei punti di vista, sui temi scientifici. Tuttavia il suo programma (sia sulla ricerca che sulla sanità) è chiaro e strutturato.

Al netto dell’ormai consolidata “più investimenti e trasparenza in sanità e istruzione”, il progetto M5S contiene alcune peculiarità. In ambito sanitario, ad esempio, si sottolinea la necessità di ridurre le liste di attesa (in convergenza quindi con la lista della Lorenzin e altri) e di “ridurre la durata di protezione della proprietà intellettuale dei farmaci per stimolare la ricerca e l’innovazione e nonché favorire la libera concorrenza”. Ma le novità più rilevanti riguardano la parte relativa alla ricerca e all’università.

Una prima proposta è inedita, almeno nel panorama di queste elezioni, ovvero il coinvolgimento diretto e attivo delle università nella riqualificazione delle persone che si trovano senza lavoro. Sempre in un’ottica di collegamento tra lavoro e formazione, il M5S propone di introdurre e rafforzare un titolo accademico peculiare, il “dottorato industriale”, ovvero il massimo grado di istruzione presente nel nostro ordinamento, ma conseguito in azienda e non in università.

Per quanto riguarda le politiche di lavoro all’interno dell’istruzione universitaria, i pentastellati propongono di normalizzare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, abrogando quindi la riforma del 2010 che aveva istituito i ricercatori a tempo determinato ed eliminando anche gli assegni di ricerca per creare un’unica figura di post-dottorato. Parallelamente vogliono introdurre un sistema di selezione nazionale dei ricercatori sulla base delle esigenze didattiche e di ricerca ipotizzate preventivamente dagli atenei e creare un meccanismo di controllo sui ruoli extra accademici dei professori.

Altro grande tema è il ridimensionamento e le competenze dell’agenzia che attualmente valuta e assegna i fondi agli atenei italiani, l’Anvur (Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca). Tale ridimensionamento andrebbe a favore, come abbiamo accennato prima, di un’Agenzia unica per la ricerca controllata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Parole chiave: Agenzia unica per la ricerca, dottorato industriale

Liberi e Uguali
Liberi-e-uguali-logo

Liberi e Uguali è forse il partito con il programma più in controtendenza rispetto a tutti gli altri. Il ragionamento di base è che si sta assistendo ad uno spopolamento degli atenei meridionali a favore di pochi centri d’eccellenza nel Nord Italia. Il cuore del problema, come recita il loro programma, sarebbe dunque la “finta retorica del merito, [che] mira, a creare in Italia poche Università di eccellenza, tutte concentrate nel Nord […] A nostro parere in Italia non si ha bisogno di pochi centri di eccellenza, o di pochi superprofessori, ma di una qualità elevata, diffusa su tutto il territorio nazionale, isole comprese, di didattica e ricerca, e di molti buoni professori”.

La meritocrazia (o meglio: il concetto attualmente diffuso di meritocrazia) ed eccellenza, da volano dell’innovazione si trasformerebbero in strumenti di distruzione del sistema della ricerca. Ne derivano quindi i due bersagli contro cui Leu intende concentrarsi: il già menzionato Human Technopole, le cui “ingenti risorse” sono state destinate “senza bandi ed in modo diretto ad un soggetto privato bypassando tutto il sistema pubblico di ricerca” (il riferimento è chiaramente all’IIT).

Ma, soprattutto, le principali critiche sono rivolte all’Anvur, definita come “agenzia tecnocratica” che “ha di fatto assunto il ruolo di arbitro della politica universitaria” e di cui denunciano “importanti scelte di distribuzione delle risorse […] determinate non da un’analisi politica, che tenga conto di fattori sociali, economici e culturali, ma dal risultato di parametri dalla discutibile base scientifica”. Non più quindi merito ed eccellenza, ma una politica universitaria e di ricerca che vada ad aiutare la ripresa politica, sociale e culturale dei territori più svantaggiati dell’Italia.

Parole chiave: ripopolamento del Sud, meritocrazia

Forza Nuova e Casa Pound

La lista “Italia agli Italiani”, riconducibile a Forza Nuova, ha un programma che si concentra sulle storiche battaglie della destra sociale (come la lotta all’immigrazione, il diritto alla casa o il mutuo popolare). La parte scientifica è relegata all’indicazione che le – non meglio specificate – spese per “manipolazioni genetiche e aborto” devono essere eliminate e indirizzate al “sostegno alla famiglia”. Prevedibilmente c’è anche un chiaro richiamo all’eliminazione della “raffica di vaccini – anche non necessari e pericolosi” a favore di una libertà di scelta dei genitori, che hanno, sempre secondo il programma, l’ “autorità e responsabilità familiare senza imposizioni assurde da parte del governo”.

Parole Chiave: liberta di scelta

Altre liste minori
Come in tutte le tornate elettorali accanto ai partiti di massa esistono una miriade di piccole entità, spesso portatori di interessi particolari o locali.

In questa micro-galassia, per i temi che ci interessano, spicca ovviamente l’ormai celebre “W la fisica!”, un movimento (votabile solo dagli italiani all’estero) fondato da un docente di origini italiane che vive e lavora in Repubblica Ceca (qui la nostra intervista). Superato l’iniziale dubbio sul perché si debba celebrare solo la fisica e non, per esempio, la chimica, la biologia o la paleontologia, il programma è presto detto. L’approccio è decisamente “scienza-centrico”: più scienza a scuola, nell’amministrazione della giustizia e in tv, sì alla sperimentazione animale, sì agli ogm, e così via.

Nel polo opposto rispetto allo scientismo di W la Fisica, si colloca SIAMO che mira a pescare voti (stavolta in Italia) tra i movimenti anti-vaccini e “naturali”. Curiosamente, a fianco dell’impegno per favorire una “nascita non violenta” (parallelamente all’inserire nel Pil il “valore immateriale della procreazione”) quasi a sorpresa, SIAMO sostiene la “ricerca nell’ambito della nuova medicina supportata dalle scoperte della fisica e della biologia molecolare”. Infine, gli amanti delle pseudoscienze dovrebbero considerare un voto per il Partito Valore Umano, che preme per una “apertura alla medicina naturale e quantistica”.

Fonte: WIRED

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