Che cos’è la sindrome di Brugada, malattia che potrebbe essere alla base della morte di Astori – WIRED


Il capitano della Fiorentina Davide Astori, scomparso lo scorso 4 marzo 2018, a soli 31 anni, è deceduto probabilmente a causa di bradiaritmia, secondo il risultato dell’autopsia disposta per chiarire le cause della morte prematura. “Morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilente su base bradiaritmica” è l’esito completo dell’esame. Dai primi rilievi sembrerebbe trattarsi di una morte naturale(e tra le malattie possibili c’è la sindrome di Brugada). Ma per prudenza, per conoscere la causa precisa verranno eseguiti esami più approfonditi il cui risultato arriverà soltanto fra due mesi. Il 7 marzo il corpo raggiungerà il centro di Coverciano, a Firenze, dove verrà allestita la camera ardente e i funerali saranno l’8 marzo alle 10, nella basilica di Santa Croce.

L’arresto cardiaco e il decesso in età così giovane non sono eventi comuni, di qui l’attenzione degli esperti per scoprire le ragioni della morte. Sotto il mirino vi sono di nuovo malattie rare e genetiche. La bradiaritmia, probabile causa del decesso di Astori, è un’aritmia, cioè un disturbo del ritmo cardiaco, che può essere associata a sintomi molto comuni, quali astenia, affanno, capogiri. La caratteristica di questa aritmia è che è il contrario di quella tachicardica: in pratica, i battiti cardiaci sono ridotti – sono meno di 60 in un minuto – e il cuore rallenta, nel caso del calciatore portando all’arresto cardiaco e al decesso.

In generale, un battito cardiaco irregolare o rallentato non è sintomo di per sé di un’aritmia strutturata o di una patologia grave, anzi molto spesso non lo è.

Tuttavia, nel caso di Astori, potrebbero esserci delle patologie sottostanti e silenti. Le aritmie, infatti, possono essere associate a particolari cardiopatie o malattie genetiche, le quali possono determinare il decesso anche in età molto giovane. Fra queste, vi è la sindrome di Brugada, che è una malattia rara – descritta per la prima volta soltanto alla fine degli anni ’80 – causa di morte improvvisa di vari giovani atleti: per questa ragione, la sindrome è stata segnalata, come si legge su alcuni giornali, come potenziale causa del decesso del calciatore. Ma ancora non c’è nessun riscontro certo.

Ma com’è possibile che un calciatore di età giovane, sottoposto a controlli regolari, vada incontro a un evento cardiaco fatale? Un’ipotesi è che alcune anomalie congenite, dunque presenti fin dalla nascita, o malattie genetiche, che non sono associate a sintomi manifesti, possano non essere rintracciate: ad esempio, come spiega il Corriere, le alterazioni coronariche sono di difficile individuazione, dato che la diagnosi avviene con la coronarografia, la quale non rientra fra gli esami di screening di routine. Insomma, talvolta non si riesce a fare una diagnosi tempestiva e non sempre le cause della morte sono chiare. E in tal senso la scienza e la ricerca sono l’unico strumento per far luce su malattie poco conosciute e spesso fatali.

FONTE: WIRED

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