Bollette a 28 giorni, il rimborso arriva sotto forma di sconto – WIRED


Non un rimborso in denaro per le bollette a 28 giorni che le compagnie telefoniche hanno emesso dal 23 giugno dello scorso anno, nonostante l’ordine di tornare al calcolo mensile. In compenso, uno sconto equivalente nella prima fattura utile, quella di aprile. È questa la mossa dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) per aggirare il ricorso che Tim, Vodafone, Wind-Tre e Fastweb hanno proposto al Tar del Lazio contro l’ingiunzione a rifondere i clienti per i giorni pagati in più con il sistema delle bollette a quattro settimane.

Dato che il tribunale amministrativo regionale ha chiesto di sospendere i rimborsi, poiché senza una certezza delle somme da ripagare, avrebbero potuto mettere a repentaglio i bilanci delle quattro compagnie, l’Agcom ha lavorato di sponda. La sintesi dei provvedimenti che ha pubblicato oggi (ma deliberati il primo marzo), uno per ciascun operatore, suona più o meno così: se non volete pagare, allora scontate dai consumi della prossima fattura i giorni in più.

Il conto è facile e l’Agcom spiega anche come fare. Se dal 23 di giugno le compagnie telefoniche si fossero adeguate al ciclo mensile, le bollette avrebbero dovuto coprire fino al 22 luglio. Invece, con il sistema a 28 giorni, si sono fermate al 20 luglio. “Con una erosione pari a 2 giorni”, scrive l’Agcom. Per agosto, le bollette mensili avrebbero avuto una decorrenza dal 23 luglio al 22 agosto. Ma con il sistema a quattro settimane, hanno coperto i giorni dal 21 luglio al 17 agosto.

A conti fatti, prosegue l’autorità, “con una erosione di 3 giorni sul singolo ciclo di fatturazione e di 5 sul totale dei due cicli di fatturazione”. Insomma, basta mettersi con la calcolatrice a fare i conti, è la conclusione dell’Agcom.

In sostanza, il diktat alle compagnie è di posticipare il periodo di calcolo della prossima bolletta utile, sottraendo un numero di giorni pari a quelli erosi, mese dopo mese, con il sistema a quattro settimane. L’Agcom fa un esempio. Prendiamo la bolletta di aprile e poniamo caso che la somma dei giorni da scontare arrivi a 15. La fattura, invece di partire dal primo aprile al 30 aprile, dovrà scattare dal 16 aprile e arrivare al 15 maggio. Niente bolletta per quei quindici giorni, perché, per via del sistema a 28 giorni, i clienti li hanno già pagati.

L’obiettivo dell’Agcom è di non rimandare troppo in avanti il rimborso ai clienti (il Tar riprenderà in mano la pratica a novembre) e lasciare liberi i consumatori di cambiare operatore. Il rischio altrimenti è un cliente non passi a un’altra compagnia nel timore di perdere il rimborso o debba avviare contenziosi in solitaria.

Il meccanismo dello sconto, secondo l’autorità, salva capra e cavoli. I clienti hanno un immediato ristorno nelle prime bollette. E le compagnie non devono passare per calcoli complessi sull’effetto dei rimborsi sui bilanci, perché devono mettere in conto un posticipo della fattura. Perché il calcolo dei giorni da scontare parte dal 23 giugno 2017? Perché in quella data l’Agcom ha diffidato gli operatori dal proseguire con le bollette a 28 giorni. Ora arriva un’altra diffida: quella a scontare subito i giorni pagati in più dai clienti. Il braccio di ferro tra Agcom e i quattro operatori prosegue da mesi. L’autorità ha anche multato Tim, Vodafone, Wind-Tre e Fastweb con la massima sanzione prevista.

FONTE:  WIRED

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