Bonus diesel, forti rincari. Prezzo diesel come benzina. E altre decisioni su auto Governo. Verità e smentite. – BUSINESSONLINE


La questione è sempre la solita: le buone intenzioni sono tante, ma a mancare solo le risorse. E se c’è una questione che è sempre stata al centro delle ire degli automobilisti italiani è quella delle accise sui carburanti. Le indiscrezioni dell’ultim’ora riferiscono però come il prezzo del diesel potrebbe essere ritoccato verso l’alta, spiazzando dunque chi credeva in un taglio delle accise e dunque in un costo finale più basso del gasolio (e della benzina). Anche e soprattutto perché, statistiche a confronto alla mano, l’Italia risulta essere tra i Paesi con le accise più alte. Peggio di noi ovvero a presentare un costo più elevato a litro è la Gran Bretagna. Sulla benzina ci sono invece gli automobilisti olandesi e greci a pagare di più.

Perché potrebbe aumentare il costo del diesel

Quello che viene chiamato Bonus diesel ha una ragione ben precisa della sua esistenza: il tentativo di trovare finanziamenti per far partire la misura dela flat tax (o, più correttamente, della dual tax). Si tratta della cosiddetta tassa piatta ovvero l’applicazione della stessa aliquota (più bassa) per i contribuenti. Stando alle primissime stime pubblicate da Corsera, sarebbe necessaria a regime una cifra variabile tra 40 e 50 miliardi di euro. E due precisazioni sono indispensabili. Innanzitutto, la volontà di Lega e Movimento 5 Stelle sembra essere quella di implementare questo provvedimento già il prossimo anno e dunque con la legge di bilancio da approvare entro la fine dell’anno. Di conseguenza di tempi sono piuttosto ristretti.

In seconda battuta, il secondo obiettivo da raggiungere è la disincentivazione dell’utilizzo dell’auto alimentate a gasolio per ridurre le emissioni inquinanti. Non a caso l’aggravio delle accise è previsto solo per i veicoli a diesel. Tanto per intenderci di cosa stiamo parlando, i dati aggiornati dell’Unione petrolifera raccontano come l’incidenza fiscale della fiscalità sul prezzo del gasolio èsia pari al 58,6% e del 62,4% sul prezzo finale della benzina.

E ulteriori decisioni importanti del nuovo Governo su auto tra rincari, sconti e agevolazioni

Questo governo non starà con le mani in mano sul fronte delle auto e delle novità del comparto. A iniziare dall’annosa questione del bollo auto e della sua riforma, se non della sua cancellazione. La questione è finita anche sul tavolo dell’Europa, considerando la volontà dell’esecutivo comunitario di uniformare le regole. L’impressione è che possa arrivare un’accelerazione sul cambiamento di quella che è a tutti gli effetti una tassa sul possesso del mezzo nel segno del rispetto dell’ambiente. In buona sostanza, il bollo auto potrebbe essere legato di più e ancora meglio all’inquinamento prodotto. Non a caso si pensa anche all’aumento delle accise solo sul gasolio, anche per finanziare misure di carattere fiscale, ma sempre pensando al disincentivo dell’uso dei veicoli alimentati a diesel.Altro tema caldo, che potrebbe diventare presto caldissimo, è quello assicurativo, con l’esecutivo che potrebbe spingere per l’introduzione di premi per chi non commette infrazioni. Di più: nel contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, si legge come il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica debba divenire uno strumento dinamico in grado di intercettare e risolvere in tempi rapidi le problematiche relative a eventuali carenze infrastrutturali, sia a livello nazionale sia locale, per contribuire attivamente allo sviluppo della mobilità elettrica. Proprio questo è un altro punto chiave – insieme alla revisione del bollo auto e alla riforma delle assicurazioni – legato alla necessità di prevedere spazi pubblici per il car sharing a fronte di quote crescenti di vetture elettriche nella flotta.In agenda anche incentivi per l’acquisto di auto poco inquinanti ovvero veicoli ibridi ed elettrici e contestuale rottamazione di vetture datate e alimentate a benzina o a gasolio e lo stop all’aumento dell’Iva (fondamentale anche per l’eventuale acquisto di una nuova vettura) con la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia.

FONTE: BUSINESSONLINE

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