Come evitare di discutere con i colleghi e vivere l’ufficio serenamente


I nostri malumori, lo stress, le tensioni che poi scarichiamo in famiglia, molto spesso nascono e covano nei luoghi di lavoro. Dove non c’è un buon clima e dove le relazioni stentano a crescere: si produce male, e si sta ancora peggio.

COME VIVERE BENE IN UFFICIO

Con il tempo che trascorriamo nei nostri luoghi di lavoro potremmo compiere 7,35 giri attorno alla Terra. Un’enormità. Ognuno di noi sa bene che circa la metà della sua giornata, a parte le feste e i fine settimana, vola a contatto con i colleghi di lavoro. Non sempre con buoni risultati, e spesso alimentando lo spreco della salute sotto forma di stress e tensioni che possono avere perfino effetti patologici come la gastrite. Ne soffrono, per il cattivo clima sul lavoro, il 30 per cento delle persone, e la percentuale sale al 35 per cento nel caso delle donne.

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COME AVERE UN BUON CLIMA IN UFFICIO

Dunque: mantenere con i colleghi un clima di serenità e cooperazione non è solo fondamentale per la nostra sopravvivenza ma anche per la qualità della vita. Per non sprecare tempo in discussioni, incomprensioni e fraintendimenti ci viene in aiuto il “Decalogo per avere un buon clima in ufficio” illustratoci da Gennaro Galdo, socio fondatore e direttore generale dell’Isppref (l’Istituto di Psicologia e Psicoterapia Relazionale e Familiare) e presidente della sezione Mediazione e Counselling,  per «non sprecare una delle risorse più preziose che abbiamo: le risorse umane».

Questo decalogo è parte di un più ampio progetto formativo che ha come obiettivo quello di far riscoprire ad ognuno le sue risorse interne e renderlo capace di assolvere i suoi compiti con la minor fatica e la maggiore gratificazione possibile.

PER APPROFONDIRE: Come avere una scrivania ordinata, cinque regole per non sprecare tempo in ufficio

COME ANDARE D’ACCORDO CON I COLLEGHI DI LAVORO

1) Sorprendi il tuo collaboratore, collega di pari grado, subordinato o sovraordinato che sia mentre fa qualcosa di buono. La nostra educazione è ispirata al senso critico e ci motiva a fare attenzione più agli errori che alle buone prestazioni nostre e altrui: ma il gesto di motivare qualcuno lo si fa soprattutto attraverso le lodi, piuttosto che con i rimproveri.

2) Considerati come parte di un insieme le cui qualità non derivano dalla somma delle qualità delle parti che lo costituiscono. I sottosistemi aziendali costituiscono un insieme le cui proprietà non sono prevedibili a partire dalla semplice somma delle proprietà delle parti che li costituiscono, esattamente come idrogeno e ossigeno sono due gas infiammabili ed esplosivi, che quando si legano tra loro danno luogo a una sostanza liquida, l’acqua, che serve tra l’altro a spegnere gli incendi.

3) In un grande gruppo prevalgono le dinamiche di clan o di sotto gruppi: valorizzarli dopo averli individuati.

4) I gruppi, come tutti i sistemi viventi, tendono ad auto-ripararsi. È necessario aiutare la natura a fare il suo corso. Finché viviamo ci auto-ripariamo. Se spezziamo la gamba a una sedia di legno, ci vorrà un falegname che la ripari con mezzi esterni (colla, legno, chiodi, strumenti). Se ce la spezziamo noi, l’ortopedico aiuterà la natura a fare il suo corso, ingessando l’arto e somministrando farmaci che aiutino il nostro organismo. Quando questo sistema di autoriparazione non funziona nessun ortopedico può essere efficace.

5) Impara a rimproverare l’altro rispettando la persona e attaccando la funzione. Talvolta è utile e necessario sorprendere l’altro mentre sbaglia. Per rimproverare con efficacia è necessario essere immediati, circostanziati, brevi, e concludere ricordando gli aspetti positivi della persona che rimproveriamo.

6) Usa l’ironia per sdrammatizzare.

7) Stabilisci obiettivi smart con i tuoi colleghi: per essere efficaci è noto che gli obiettivi che proponiamo agli altri e a noi stessi devono essere: specifici, misurabili, attendibili, rilevanti, traducibili in un iter con tappe distinte e temporalizzate (crono programma).

8) Scegli obiettivi sfidanti: gli obiettivi che ci scegliamo nei diversi contesti dove operiamo (lavorativo, amicale, familiare, etc..). L’ideale è che siano sufficientemente difficili ma non impossibili.

9) Nelle situazioni di crisi comportati secondo l’aforisma: il coraggio è l’eleganza nella difficoltà. Aumentare l’emotività espressa, l’ipercriticismo e l’invischiamento rende più pericolose situazioni già difficili.

10) Fai attenzione a ricevere feedback e a restituirli nell’interlocuzione con i colleghi a qualunque livello. Comunicare significa soprattutto dare e ricevere informazioni che necessitano di restituzioni e/o di retroazioni.

COME INSTAURARE UN CLIMA DI LAVORO DIVERTENTE E STIMOLANTE:

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