Le mie riflessioni

Chi sgombera ha sempre torto.

Milano, 09/08/2017 – Lo sgombero della ex caserma Masini, in via Orfeo 46 a Bologna, ha avuto il suo bel risalto sui media di qualche giorno fa. E stavolta le autorità coinvolte sono niente di meno che la prefettura, la procura, la questura e il comune. Ma cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Lo stabile su cui insiste la ex caserma è di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti ed è stata occupata dal centro sociale Labas il 13 novembre del 2012. Lo sgombero segue un decreto di sequestro chiesto dal pm Antonello Gustapana nel dicembre del 2015.
E fin qui tutto chiaro, così come è palese l’illegalità dell’occupazione di una proprietà sottoposta a sequestro.

Ma il Labas dichiara che in questi anni sono state tantissime le iniziative a favore delle fasce più deboli della popolazione bolognese, come bambini ed anziani. Si è persino dato un tetto a chi aveva perso casa.
I toni degli abitanti di via Orfeo non sono altrettanto entusiastici, anzi, sono state raccolte diverse segnalazioni dei residenti della zona che lamentano notti insonni per la musica troppo alta, per la situazione igienica critica e per le condizioni generali dello stabile.

Quello che non passa inosservato è che, ancora una volta, ci si accorge del problema quando oramai è troppo tardi.
I rappresentanti della politica (sindaco, consiglieri, assessori) prendono coscienza del Lamas solo quando arriva la polizia in assetto anti sommossa per dare seguito ad un decreto del pm.

Viene da chiedersi: ma fino ad ora dove erano? Cosa è stato fatto di concreto dalla fine del 2012 ad oggi? Qualcuno si è preoccupato di cercare spazi alternativi sul territorio comunale da destinare alla realizzazione di progetti finalizzati all’assistenza dei più deboli? Magari gestita da alcuni dei tantissimi giovani laureati e formati nelle discipline socio-psicologiche?
I contributi, anche europei, non mancano, occorre presentare dei progetti credibili e realizzabili in tempi certi.

Purtroppo, come spesso accade nel nostro paese, ci si rimpalla la responsabilità di quanto accaduto e alla fine i cattivi indovinate chi sono? Ovvio: le forze dell’ordine, che hanno semplicemente dato seguito ad un mandato dell’autorità giudiziaria.

Intanto dalla pagina facebook di Labas gli attivisti fanno sapere che “… il 30 agosto ci troveremo per un’assemblea pubblica aperta a tutte e tutti, mentre il 9 settembre ci rimetteremo in cammino in una grande manifestazione nella quale tutte e tutti insieme andremo, con gioia e determinazione, a riprenderci ciò che è nostro.”
Facendo presagire altre manifestazioni non proprio pacifiche per rivendicare una proprietà che non è mai stata la loro.

Giovanni Minieri